Una patologia che colpisce circa il 20% dei giovani adulti è il varicocele, un disturbo causato dalla dilatazione anomala di alcune vene all’interno dello scroto che dovrebbero drenare il sangue dai testicoli. Questa dilatazione crea un reflusso e ristagno di sangue nel testicolo, che si manifesta con un gonfiore patologico dello stesso testicolo.

Le cause di questo disturbo non sono del tutto chiare, anche se le tesi maggiormente accreditate sostengono che il varicocele sia la conseguenza di un‘alterazione delle valvole presenti all’interno delle vene; senza una diagnosi e un trattamento precoce, un varicocele a lungo non individuato e curato può portare all’infertilità.

Generalmente si sviluppa in maniera unilaterale, in particolar modo è interessato il testicolo sinistro poichè le vene testicolari su questo lato compiono un percorso più tortuoso che in un certo senso favorisce il reflusso; più rara è invece la comparsa di varicocele bilaterale.

Riconoscere e curare il varicocele

Questa patologia è asintomatica, raramente sono presenti dolore o senso di pesantezza al testicolo interessato: la manifestazione principale è infatti il solo gonfiore a livello testicolare, che può essere rilevato tramite palpazione dello scroto e con un’indagine ecografica, utile anche a stabilire il grado e l’entità del reflusso. E’ raccomandato anche uno spermiogramma, grazie a cui si potrà conoscere lo stato del liquido seminale.

Il trattamento di questo disturbo si effettua tramite un intervento chirurgico: si tratta di un’operazione di routine che prevede un’anestesia locale e una durata indicativa di circa 20 minuti.

Viene eseguita una piccola incisione di circa un paio di centimetri a livello sub inguinale, in seguito vengono prima isolate e poi legate le vene spermatiche colpite dal reflusso.

Dopo aver ricostruito i piano tissutali, si può procedere alla sutura.

Sono generalmente sufficienti un paio di giorni per poter tornare alle normali attività quotidiane, mentre un paio di settimane per poter compiere attività che richiedono un certo sforzo fisico. La piena fertilità sessuale si riacquista in circa 4-5 mesi dall’intervento.