Ancora oggi, per molti uomini andare dall’andrologo è un tabù: spesso quello che manca è una vera e propria cultura sulla salute maschile e raramente si va dal medico per controlli di routine e prevenzione, ma solo quando ci sono già concreti sospetti di un problema. Parte di questo tabù è dato dal non sapere esattamente cosa fa uno specialista andrologo, quando andare e come si svolge una visita andrologica.

Quando andare dall’andrologo?

Usciti dall’età pediatrica, in assenza di particolari problemi o sintomi bisognerebbe fare una prima visita andrologica durante l’adolescenza, tra i 14 e i 16 anni, una seconda visita tra i 18 e i 20 anni e un’ulteriore visita intorno ai 35-40 anni. Oltre i 50 anni sarebbe bene pianificare con il proprio medico dei controlli a intervalli più brevi.

Come si svolge una visita andrologica?

Come per tutte le visite mediche, la prima cosa che fa lo specialista è un’anamnesi del paziente, vale a dire una serie di domande e valutazione di eventuali esami pregressi per stabilire la presenza o la gravità di un disturbo. Indicativamente, il medico chiederà informazioni sul buon funzionamento del tratto urinario, su eventuali problemi di incontinenza o di salute sessuale, ma anche sulle abitudini di vita come ad esempio sull’uso di droghe, fumo e alcool, o ancora sull’assunzione di farmaci, e sulla presenza di malattie come diabete, ipertensione o ipercolesterolemia.

Una volta stabilito il quadro clinico del paziente, il medico passerà all’esame visivo e manuale: in pratica verranno esaminati forma, aspetto e dimensioni di testicoli e pene. Se il paziente ha già dei disturbi urologici oppure se ha più di 50 anni, l’andrologo potrebbe anche esaminare la prostata.

A seconda dell’esito della visita, potrebbero essere necessari ulteriori esami di approfondimento in base al tipo di disturbo o sospetto: oltre a comuni esami del sangue e delle urine, l’andrologo potrebbe richiedere esami del liquido seminale, ecografie, ecocolordoppler a pene e/o testicoli, test di erezione farmaco indotta, dosaggi di ormoni, di radicali liberi ed esami di funzionalità epato renale.

Una visita andrologica, quindi, non deve incutere timore, perchè non si svolge diversamente da una qualsiasi altra visita medica: è importante rivolgersi ad uno specialista che sarà in grado non solo di svolgere una diagnosi accurata, ma anche di capire, in caso di disturbi, se l’origine è fisica o psicogena.