Quando si parla di circoncisione del pene si intende un pene a cui è stato rimosso chirurgicamente il prepuzio, vale a dire quel lembo di pelle, scorrevole, che ricopre il glande a riposo. A questo punto viene spontaneo chiedersi: la circoncisione a che serve? Perché viene effettuata e che impatto può avere sulla vita sessuale maschile?

Circoncisione a che serve?

Si tratta di una pratica molto antica: pare infatti che risalga addirittura a 4.300 anni fa, le prime tracce risalgono ai tempi degli antichi Egizi. Storicamente i motivi erano soprattutto igienici, dato che la mancanza del prepuzio evita che si accumuli sporcizia sul glande e nella zona del solco balano-prepuziale e, di conseguenza, la circoncisione serviva ad evitare infezioni che potevano diventare anche molto pericolose.

Tornando ai nostri giorni, la circoncisione è legata più che altro a motivi culturali e religiosi tanto che si stima che, nel mondo, un uomo su tre sia circonciso.

Più raramente, la circoncisione può essere legata anche a motivi medici cioè come cura per la fimosi, una patologia che rende doloroso se non impossibile scoprire il glande.

Pene circonciso e vita sessuale: cambia davvero qualcosa?

Sfatiamo subito un mito: il pene circonciso non ha un glande più sensibile rispetto a quello non circonciso. O meglio, potrebbe esserlo per un primo periodo dopo l’intervento, ma è una situazione del tutto transitoria. A lungo andare, al contrario, la continua esposizione potrebbe portare ad un aumento di cheratina protettiva sulla sua superficie, rendendolo quindi leggermente meno sensibile.

Di conseguenza, anche nella vita sessuale non vi sono particolari cambiamenti a seguito di una circoncisione: sono stati effettuati numerosi studi negli anni, ma nessuno ha evidenziato differenze degne di nota; solo in alcuni casi, una minore sensibilità del glande ha comportato una durata leggermente superiore nel rapporto.

Allo stesso modo, è falso che la circoncisione renda il pene più lungo: sia le misure reali che l’effetto ottico non cambiano.