In Italia sono più di tre milioni gli uomini affetti da disfunzione erettile, ovvero il 13% della popolazione maschile. Un disturbo che oggi è possibile curare anche mediante terapie di medicina rigenerativa.

Come tutti i disturbi che coinvolgono la sessualità, la disfunzione erettile ha ripercussioni negative non soltanto sull’apparato di riproduzione, ma può generare effetti negativi anche sugli aspetti psicologici dei pazienti affetti da disfunzione erettile.

L’erezione

La combinazione di un impulso sensoriale ed un di tipo circolatorio sono alla base del processo di erezione del pene. Questo è dotato di corpi cavernosi capaci di aumentare il proprio volume regolando il flusso sanguigno.

In condizione normale il sangue irrora il pene viene attraverso le arterie e defluisce mediante le vene. Durante l’erezione questo equilibrio si altera e aumenta l’afflusso di sangue dalle arterie mentre contestualmente diminuisce quello defluito dalle vene, consentendo ai corpi cavernosi di riempirsi ei di ingrossarsi. L’impulso è determinato da una stimolazione erogena che, attivando le aree cerebrali attraverso una risposta di tipo spinale, stimola le strutture vascolari del pene.

La vasodilatazione è dunque il meccanismo che consente così di mantenere l’erezione del pene durante il rapporto sessuale, ritornando allo stato di rilassamento dopo l’eiaculazione.

Forme e cause dell’impotenza maschile

Nell’impotenza si comprendono anche altri fattori che rendono impossibile la riproduzione da parte del maschio, come l’assenza completa di spermatozoi (azoosperima) o l’impossibilità di eiaculare, pur riuscendo ad avere un’erezione (coeundi).

Le cause per l’impotenza possono essere varie e comprendono alcune malattie come il diabete, disturbi neurologici o Alzheimer e Parkinson, sino al danneggiamento per ictus o all’epilessia del lobo temporale.

Nella disfunzione erettile le cause principali risultano spesso determinate dall’assunzione di farmaci antistaminici, dagli psicofarmaci antidepressivi o dai chemioterapici che influenzano il flusso sanguigno.

Generalmente denominata come impotenza, la disfunzione erettile consiste nell’impossibilità di raggiungere e di mantenere un’erezione del pene sufficientemente buona per compiere l’atto sessuale. L’alta percentuale della sua diffusione, che sfiora il 50% negli uomini oltre i settant’anni di età, ha spinto negli ultimi due decenni le case farmaceutiche a investire molto in termine di ricerca, arrivando a risultati indubbiamente importanti, ma che non risolvono il problema in quanto cercano essenzialmente di sopperire al problema, trattandone solamente il sintomo.

Terapie per la disfunzione erettile

Le terapie farmacologiche orali consentono oggi di poter risolvere moltissimi casi di disfunzione erettile, assicurando un’erezione capace di giungere all’eiaculazione.

Il Sildenafil è il principio attivo comparso in Italia nel 1998 sotto forma di un farmaco (Viagra) che ha avuto immediatamente ampio successo specialmente da quando, nel 2013, sono comparse le pillole generiche.

Nel tempo non solo è cambiata l’offerta farmaceutica (al Sidenafil si è affiancato il Cialis, il Levitra, Spreda), ma anche il metodo di somministrazione che oggi si tede a somministrare non più “a domanda”, ovvero ogni volta che si intende avere un rapporto sessuale, ma con dosaggi più bassi da prendere continuativamente, a prescindere dalla presenza del rapporto sessuale.

L’assunzione di questi farmaci tuttavia non può rappresentare una vera e propria terapia farmacologica alla disfunzione erettile in quanto cerca di agire sui sintomi, senza tuttavia curarne le cause.

Medicina rigenerativa per la disfunzione erettile

La medicina rigenerativa sta cercando nuove strade per affrontare il problema e i risultati prodotti si stanno dimostrando estremamente positivi.

La terapia utilizzata dallo Studio medico del Dott. Quarto per il trattamento della disfunzione erettile mira a ripristinare e ringiovanire i tessuti combinando una terapia ad onde d’urto e iniezione di PRP direttamente all’interno dei corpi cavernosi.

Il PRP (plasma ricco di piastrine) immette direttamente nei tessuti sostanze riparative prelevate direttamente dal sangue del paziente, andando così a riparare naturalmente quelle inefficienze strutturali che sono alla base della disfunzione erettile e che sono nel 75% dei casi sempre di origine vascolare.

I risultati raggiunti dallo Studio medico del Dott. Quarto con i pazienti curati con il protocollo medico Tritone sta producendo risultati estremamente interessanti, con un sostanziale miglioramento della funzione sessuale riscontrato in sette pazienti su dieci.

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