Quando si parla di anaeiaculazione si intende una disfuzione dell’apparato sessuale maschile per cui, pur in presenza dell’orgasmo, non si verifica l’emissione del liquido seminale, nè in maniera anterograda nè in maniera retrograda.

Questo disturbo generalmente si associa a diverse cause e sintomi, che possono manifestarsi sia separatamente che in concomitanza; le cause dell’anaeiaculazione fanno capo a quattro fattori principali:

  • psicologici, come ad esempio inibizioni dovute a motivi religiosi, stress, ansie di varia natura;
  • fisici/nervosi, come ad esempio presenza di diabete, morbo di Parkinson o Sla, lesioni al midollo spinale, prostatite o anche a seguito di alcuni interventi chirurgici;
  • farmacologici, oltre all’abuso di alcool e droghe, troviamo anche alcuni farmaci antipertensivi, antidepressivi e per la cura delle cefalee;
  • correlati a un’ostruzione, che può essere congenita come nel caso di difetti dello sviluppo della prostata, o acquisita a seguito di infiammazioni della prostata oppure ancora a seguito di eventi tumorali.

Sicuramente la conseguenza più evidente dell’anaeiaculazione è l’infertilità maschile; va però distinta da altre cause di infertilità come la azoospermia e l’eiaculazione retrograda: l’azoospermia è una patologia per la quale il liquido seminale viene espulso, ma in esso non sono presenti spermatozoi; l’eiaculazione retrograda, invece, vede la presenza di liquido seminale che però compie un percorso inverso, risalendo nella vescica urinaria e quindi venendo espulso solo durante la minzione post rapporto.

I rimedi per l’anaeiaculazione

La prima cosa da fare è rivolgersi ad un medico specialista andrologo in grado di verificare le cause del problema; qualora fossero di natura psicologica, dopo aver escluso tutte le cause fisiche, si potrà far ricorso al supporto di uno psicoterapeuta.

A seconda dei casi, l’andrologo potrà prescrivere una terapia farmacologica (come ad esempio a base di alfa-agonisti per ripristinare l’eaiculazione), oppure potrà ri-bilanciare o sostituire gli eventuali farmaci che hanno indotto questa condizione, oppure, nel caso di un’otturazione, si potrà valutare un trattamento chirurgico.