Presso gli antichi greci e romani, Priapo era una divinità che rappresentava la fertilità e la potenza sessuale maschile: non a caso veniva sempre raffigurato con il fallo eretto, di proporzioni imponenti ed esagerate. Proprio da Priapo prende nome il cosiddetto Priapismo, una patologia che consiste, nell’uomo, in un’erezione continua, persistente, che dura dalle 4 alle 6 ore.

Per quanto di primo acchito questa condizione possa far sorridere e non essere considerata particolamente “grave”, soprattutto dai più giovani, in realtà è una vera e propria urgenza in ambito urologico che, se non prontamente trattata, può portare a conseguenze fisiche molto invalidanti, con seri danni ai tessuti del pene.

Il priapismo si caratterizza non solo per un’erezione di durata abnorme, ma anche soprattutto per la sua dolorosità e incontrollabilità, in quanto totalmente slegata da qualsiasi forma di eccitazione e di rapporto sessuale. Questa patologia si manifesta in tre forme:

  • priapismo venoso, detto anche a basso flusso, è dovuto al mancato deflusso del sangue venoso dal pene ed è molto grave in quanto può portare anche alla necrosi del pene;
  • priapismo arterioso, detto anche ad alto flusso, è dovuto ad un afflusso eccessivo di sangue al pene, spesso provocato da un trauma e dalla rottura di un’arteria;
  • priapismo idiopatico: detto anche “doloroso essenziale”, viene classificato così quel tipo di priapismo che non appare riconducibile a nessuna causa fisica scatenante e di conseguenza se ne attribuisce la causa a motivi sconosciuti e quindi di probabile natura psicologica.

In tutti i casi, che si tratti di priapismo idiopatico, ad alto o basso flusso, la prima cosa da fare è recarsi dal medico urologo o al pronto soccorso, in modo che, soprattutto nel caso di priapismo venoso, si possa procedere all’aspirazione del sangue dai corpi cavernosi. In caso di priapismo idiopatico è necessario rivolgersi anche ad uno psicoterapeuta- sessuologo in grado di valutare la storia del paziente e di proporre la terapia opportuna.