Avrete sicuramente sentito parlare dei cosiddetti calcoli renali, ma sapete esattamente cosa sono e perchè è importante non sottovalutare la loro presenza? Scopriamolo insieme!

Calcoli renali cosa sono?

Si tratta sostanzialmente di “sassolini” che si creano dall’accumulo di sostanze di scarto troppo concentrate (calcio, acido urico, cistina), che possono restare nel rene oppure venire espulsi in maniera naturale con l’urina, dopo essere passati nella vescica.

É un problema abbastanza comune sia negli uomini che nelle donne, si stima che ne soffra circa il 15% dei primi e il 10% delle seconde, con un’incidenza maggiore tra i 30 e i 60 anni.

Ciò che fa la differenza, è la dimensione dei calcoli: se sono piccoli, come detto vengono espulsi durante la minzione; se però sono più grandi, il loro passaggio può provocare un dolore intenso (colica renale) oppure possono bloccarsi all’interno del rene.

Oltre ad un dolore persistente al fianco, altri sintomi della presenza di calcoli renali sono dolore durante la minzione, presenza di sangue nelle urine, nausea e maggior necessità di urinare spesso.

Il medico urologo può rilevare la presenza di calcoli renali grazie ad un’ecografia dell’apparato urinario, un esame semplice e assolutamente non doloroso né invasivo.

Cause principali dei calcoli renali

Spesso la presenza dei calcoli è determinata da molteplici fattori, tra cui:

  • ereditarietà
  • disidratazione (quando non si beve a sufficienza)
  • alimentazione sbilanciata con eccesso di proteine, zuccheri e sodio e carenza di fibre
  • obesità
  • infiammazioni dell’apparato digerente, diarrea cronica e anche l’assunzione di alcuni farmaci.

Prevenzione e cura

La prevenzione migliore consiste nel diluire la propria urina in modo che le sostanze di scarto non siano troppo concentrate: per farlo, basta bere acqua in abbondanza, indicativamente tra i 2 e i 3 litri al giorno. L’urina si valuta dal colore: più è chiaro, più è diluita.

La maggior parte dei calcoli renali viene eliminata con l’urina, anche se potrebbe essere necessario assumere degli antidolorifici, degli antiemetici o degli antibiotici, a seconda della gravità del sintomo.

Laddove, per le proprie dimensioni, il calcolo non possa essere espulso in modo naturale, si può procedere tramite terapia con onde d’urto, che lo colpiscono e lo frantumano, oppure nei casi più difficili può rendersi necessario procedere tramite piccoli interventi chirurgici.