Sebbene il fenomeno dell’incontinenza maschile colpisca quasi 4 milioni di persone il suo problema resta, per molti, ancora un tabù; vincere le difficoltà a parlarne, anche con il proprio medico, è il primo passo per la soluzione del problema.

La percentuale dell’incontinenza maschile risulta ormai da oltre un decennio in costante crescita. L’aumento dell’incidenza è dovuto a due fattori molto diversi; il progressivo aumento degli anziani nel nostro Paese e la lenta ma costante consapevolezza a non nascondere il problema.

L’aumento dell’età media della popolazione tende a ingrossare inevitabilmente la percentuale di persone colpite da irregolarità della minzione in quanto il legame tra l’età e l’incontinenza maschile è diretta e proporzionale; oltre i 75 anni l’incontinenza maschile colpisce più del 50% degli uomini.

Tuttavia esistono anche casi d’incontinenza maschile giovanile dove si riscontra ancora latenza nelle statistiche urologiche.

Dal rene alla minzione

L’urina è prodotta dai reni come residuo dell’azione drenante e s’incanala in due condotti (chiamati Uretere, uno per ciascun rene) che portano direttamente alla vescica.

La vescica è la principale indiziata per le cause dell’incontinenza maschile, ma non e l’unica; anche il canale di evacuazione dell’urina posto a valle della vescica stessa, l’Uretra, è particolarmente soggetto a disfunzionalità che determinano l’incontinenza.

L’intero processo di accumulo, conservazione ed evacuazione dell’urina, richiede il lavoro combinato del sistema nervoso e di quello muscolare i quali assicurano la contrazione dei muscoli della vescica durante la minzione ed il contestuale rilassamento dello sfintere che circonda l’Uretra.

Le principali cause

L’incontinenza maschile può dipendere da molteplici fattori, anche molto diversi per origine e localizzazione:

  • cause neurologiche: che riguardano cioè il controllo e la regolazione tra sistema nervoso e muscolatura.
  • cause ostruttive: l’ipertrofia prostatica può sorgere in seguito all’ingrossamento della prostata con la conseguente difficoltà a svuotare del tutto la vescica. Anche la riduzione di elasticità del collo vescicale può comportare una causa ostruttiva alla minzione, stavolta non causata dall’ingrossamento della prostata ma da una sclerosi della muscolatura dello sfintere.
  • cause latrogene: lì dove è stata asportata la prostata possono sorgere problemi d’incontinenza dovuti al fascio vascolo-nervoso che controlla e gestisce il processo di accumulo e evacuazione dell’urina.

Ricorrere periodicamente ad un controllo e stabilire un costante dialogo con il proprio urologo consentono di monitorare l’eventuale comparsa di problematiche legate all’incontinenza maschile, disponendo tempestivamente un’adeguata terapia.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *