Generalmente l’incontinenza viene considerata una problematica femminile: sicuramente nelle donne l’incidenza è maggiore ed è causata da una pluralità di fattori, tuttavia non solo può colpire anche gli uomini ma, quando questo accade, è sempre indice di una patologia per la quale è necessario rivolgersi il prima possibile ad un medico urologo in grado di individuare l’esatta tipologia di incontinenza urinaria maschile.

Esistono infatti tre principali tipi di incontinenza urinaria maschile:

  • da urgenza: si manifesta con uno stimolo incontrollabile che può essere dovuto ad una vescica iperattiva se il soggetto è anziano, oppure a problemi ostruttivi dovuti a cause svariate tra cui ipertrofia prostatica e infezioni;
  • da sforzo o stress, che si manifesta a seguito di movimenti bruschi o semplicemente colpi di tosse o starnuti; in genere nasce come conseguenza a un trauma spinale oppure a seguito di interventi chirurgici di asportazione della prostata;
  • mista, vale a dire entrambe le due precedenti, anche se in genere con una predominanza di episodi da urgenza.

Trattamento dell’incontinenza urinaria maschile

Non vi è un unico trattamento, possiamo distinguere quattro approcci: comportamentale, riabilitativo, farmacologico e chirurgico.

  • L’approccio comportamentale mette in atto una serie di accorgimenti per riprendere il controllo della vescica, imparando a svuotarla completamente oppure a rallentare lo stimolo della minzione;
  • L’approccio riabilitativo consiste nell’imparare con l’aiuto di un fisioterapista una serie di esercizi specifici mirati a rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico, in modo da migliorare la tenuta degli sfinteri;
  • L’approccio farmacologico consiste nella somministrazione di farmaci in grado di rallentare l’attività della vescica iperattiva, riducendo lo stimolo dello svuotamento;
  • L’approccio chirurgico può essere effettuato sia in caso di incontinenza urinaria maschile da sforzo che da urgenza: nel primo caso si tratta di un intervento in anestesia locale in cui viene inserita nell’uretra una sottile striscia di prolene che aiuta l’uretra a restringersi durante uno sforzo, bloccando quindi la perdita di urina; nel secondo caso si effettua un intervento di neuromodulazione sacrale che, grazie ad un impianto sottopelle collegato ai nervi sacrali, permette di rimodulare la funzionalità della vescica.

La scelta dell’approccio più opportuno deve essere effettuata dal medico in base a tipologia, gravità e cause dell’incontinenza.