La patologia del pene curvo non è più un tabù sociale e viene curata dal medico chirurgo con intervento chirurgico che ripristina la funzionalità del pene per i rapporti sessuali.

La curvatura del pene non presenta sempre una condizione patologica; nella maggior parte dei casi una lieve curvatura non influisce sulle funzionalità dell’organo durante l’erezione. Soltanto lì dove la curvatura presenta una flessione tale da rendere dolorosi, o impedire i rapporti sessuali si parla di uno stato patologico, su può parlare di pene curvo.

Uno stadio che sta registrando numeri sempre maggiori, sino ad interessare il 6% della popolazione maschile. Tra questi occorre distinguere i casi di malformazione congenita (presente dunque dalla nascita) e i casi dove la patologia è subentrata in seguito ad un evento accidentale.

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Alcuni traumi che hanno interessato la zona del bacino o direttamente l’organo maschile durante i rapporti sessuali possono comportare la formazione di placche fibrotiche sui rivestimenti dei corpi cavernosi del pene. Queste tendono ad impedire la normale estensione dei tessuti durante l’erezione, quando i corpi cavernosi, riempiendosi, aumentano il volume del pene.

In questo modo il disturbo, noto anche come malattia di Peyronie, impedisce l’omogenea estensione del pene che tenderà a curvare su lato interessato dalle placche fibrotiche. Il medico andrologo diagnostica la presenza di placche fibrotiche mediante una semplice palpazione o tramite un esame all’ecodoppler.

Le placche fibrotiche che determinano il pene curvo spesso vengono riassorbite dall’organismo stesso, non richiedendo alcun intervento chirurgico; nei casi ove queste mostrano una massa irriducibile si può ricorrere all’intervento per asportarle in maniera chirurgica.

La rimozione della fibrosi deve essere preceduta da accurati controlli e valutazioni specifiche per ciascun caso. Il medico chirurgo dovrà valutare, in partecipazione con il paziente, l’eventualità dell’intervento.

Le terapie andranno valutate in base al grado di invasività prediligendo quelle con minore esposizione dei tessuti: il trattamento del pene curvo con il laser o le terapie con ultrasuoni in genere riescono a produrre ottimi risultati in quanto i corpi cavernosi rispondono prontamente alle terapie di risonanza.

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