Pene piccolo: come ingrossare il pene, quali sono le tecniche migliori

Per molti uomini parlare delle dimensioni del proprio pene costituisce spesso un tabù che causa imbarazzo e insicurezza, se lunghezza e larghezza non sono ritenute adeguate. Spesso però queste percezioni sono del tutto alterate: la dismorfia peniena, così si definisce, nasce dal confronto visivo con altri maschi, a volte anche poco realistico (basti pensare, ad esempio, alla “realtà” distorta trasmessa dai film porno). È comunque possibile sottoporsi a trattamenti e interventi per aumentare le dimensioni del pene, sia che si tratti di un’esigenza nata da una patologia, sia che si tratti di un’esigenza puramente estetica. Vediamo quindi come ingrossare il pene, sia in maniera chirurgica che non chirurgica.

Come ingrossare il pene senza chirurgia

La tecnica attualmente più utilizzata per ingrossare il pene è il filler con acido ialuronico cross linkato: è un trattamento non invasivo che si pratica in anestesia locale e consiste in micro iniezioni che vengono effettuate sull’asta del pene, per aumentarne la circonferenza, o anche sul glande.
Non è una soluzione definitiva nel senso che l’acido ialuronico con il tempo viene riassorbito in maniera del tutto naturale dal fisico, quindi per mantenere l’effetto bisognerà procedere a un nuovo filler ogni 6-8 mesi. La tecnica è indolore e non ha particolari controindicazioni: in alcuni casi potrebbe però comparire qualche inestetismo dovuto all’irregolare riassorbimento dell’acido ialuronico.

Questo trattamento è utile anche nei casi di eiaculazione precoce, dal momento che l’acido ialuronico iniettato riduce in parte l’eccessiva sensibilità del glande e questo causa un ritardo dell’eiaculazione anche di 3-4 volte rispetto alle tempistiche precedenti, portando quindi ad una miglior soddisfazione durante l’atto sessuale.

Come allungare e ingrossare il pene in maniera chirurgica

Diciamo subito che i metodi “caserecci” quali pillole miracolose, dispositivi per lo stiramento del pene e le pompe a vuoto che si trovano in commercio sono inefficaci e spesso anche pericolosi.
L’unico modo per ottenere un concreto allungamento del pene è per via chirurgica.

La sezione del legamento sospensore consiste in un’incisione parziale del legamento che permette al pene, in condizione di riposo, di “recuperare” dai 2 ai 3 cm di lunghezza, a seconda della propria anatomia.

Un’altra soluzione che provoca un ingrossamento del pene è la cosiddetta lipopenoscultura o falloplastica di ingrossamento: l’intervento si svolge in day hospital con un’anestesia locale e dura circa 1 ora. Consiste nel prelevare, tramite sottili cannule, del tessuto adiposo dall’addome o dalle cosce: questo grasso viene prima “purificato” mediante un apposito trattamento e poi viene impiantato alla base del pene tra la cute e i corpi cavernosi grazie a delle microincisioni e quindi distribuito per ottenere un risultato omogeneo.

Il risultato è variabile da individuo a individuo, ma mediamente a livello statistico si parla di un aumento della circonferenza del pene in fase di riposo tra il 20% e il 30%.

Infine, vale la pena ricordare che, se la necessità di allungamento deriva dal cosiddetto problema dell’hidden penis o pene nascosto, una liposuzione del grasso sovrapubico o un’addominoplastica sono senza dubbio le soluzioni più adeguate.

Come ingrossare il pene o come allungarlo è quindi un trattamento che non può essere svolto con improbabili soluzioni fai-da-te: il modo migliore per avere un risultato concreto è quello di valutare la tipologia di intervento migliore, chirurgico o no, con l’aiuto di un medico andrologo.